Il ristoratore napoletano in Germania: “Anche qui coprifuoco, ma più libertà e un mare di ristori in 15 giorni”

“Anche qui in Germania si è avvertito il colpo ma per fortuna lo Stato tedesco ti sostiene e ti aiuta in questi casi di difficoltà. Qui non è come in Italia”. Lo ha detto Raffaele Laudano, gestore della pizzeria napoletana Totò e Peppino di Colonia, raccontando la situazione in Germania sul fronte della ristorazione.
“Ci possiamo ritenere fortunati rispetto a tutti i ristoratori italiani: qui abbiamo ricevuto tanti sussidi. Si pensi che – racconta Raffaele – abbiamo fatto domanda di aiuti e dopo 15 giorni avevamo già i soldi sul conto corrente, i primi 9000 euro di aiuti già a marzo 2020. Anche in questi ultimi mesi ne abbiamo ricevuti tanti altri. Poi è chiaro che anche qui si è accusato il colpo perché lavorare solo in asporto non è mai come lavorare aperti al pubblico al 100% ma almeno con l’asporto siamo riusciti a pagare tutti gli stipendi e tutte le spese ogni mese e a chiudere in attivo nonostante tutto, anche grazie agli aiuti ricevuti dallo Stato”.
In Germania, nella primavera 2020, il lock down fu più blando rispetto ai livelli italiani, ma le restrizioni si sono poi inasprite verso la fine dell’anno. “Nella primavera scorsa ci hanno lasciato lavorare con l’asporto e le consegne in tutta tranquillità e con i consueti orari, non c’è stata la chiusura totale che ci fu in Italia – spiega Raffaele – In questo secondo lock down le restrizioni sono state maggiori ma solo sull’orario di chiusura. In pratica stiamo lavorando sempre in asporto ma purtroppo con coprifuoco dalle ore 21. Però possiamo continuare con le consegne a domicilio possiamo continuare fino alle 23 e cioè nostro solito orario di chiusura”.